Biography-Piermancini's artwork

Biography

 🇬🇧
     Paolo Mancini was born in Naples in 1946 by Florentine parents from known artisan families of the Tuscan capital. Very soon he approaches to art as well and, after moving to Rome [...] he spends years of intensive preparatory work and refines his artistic skills [...]. Soon he comes to that familiar organization of figures, landscapes and objects that are proper to him.

     Sixteen, he exhibited his works in the art salon Accademia Urbis, earning the "Youth Award." After finishing his studies, he can finally devote himself to his commitment to painting, as well as teaching.
     The translucent quality of "his" color, lying on the stacked layers, the subtlety of lighting effects and the gradually increasing color-luministic factors come to an extraordinary "truth in making the reality", and will remain the essential and unmistakable imprint of his art that knows how to characteristically dissolve poetry in color, bringing us back in time within an "intimate atmosphere".
     He personally prepares, participates in group exhibitions in many cities of Italy [Rome, Rieti, San Severino Marche, Bari ...]
     In Florence Giancarlo Caldini (Academy of Fine Arts) enhances the quality and value of his work (Bolaffi, No. 15-1980).
     In Grosseto "Lo spicciolo” devotes the entire first page with the reproduction of the portrait "Mariagrazia"
 (oil on canvas - cm 50x40 - 1978). [...]
   "Yellow Club", a magazine of art and culture of the italian capital, with an article by Volckersberg, weaves the spirituality and importance of his paintings.
   "Il Tirreno", signed by Paul Pisani, speaks of his "still lifes that come to life from the brush," of "Maremma, from which he draws tones and lights creating particularly intense sensations."
     Gian Luigi Severini highlights the "subtle play and importance of color relationships.

     In 2016 he exhibited his works in Rovereto in a solo exhibition at the "Exhibition Center EG Armani" (formerly "Art Gallery Dusatti ') and art historian Elizabetta Rizzioli, author of numerous publications on Antonio Rosmini, enhances his artistic value.


🇮🇹
     Paolo Mancini nasce a Napoli nel 1946 da genitori fiorentini appartenenti a note famiglie artigiane del capoluogo toscano. Si avvicina così all’arte molto presto e, quando si trasferisce a Roma [...] trascorre anni d’intenso lavoro preparatorio, affina i suoi mezzi [...] Presto egli perviene all’inseparabile organizzazione di figure, paesaggi ed oggetti che gli sono propri.
     Sedicenne, espone i suoi lavori nel salone d’arte dell’Accademia Urbis, meritando il «Premio Giovani». Terminati gli studi universitari, può finalmente dedicarsi, oltre che all’insegnamento, al suo impegno per la pittura.
     La qualità traslucida del «suo» colore, steso a strati sovrapposti, la sottigliezza degli effetti luminosi e l’affinamento via via crescente dei fattori cromatico-luministici giungono così ad una straordinaria «verità nella resa del reale», destinata a rimanere l’impronta essenziale ed inconfondibile della sua arte che sa caratteristicamente dissolvere la poesia nel colore riportandoci, con un’atmosfera «intima» e raccolta, indietro nel tempo.
     Allestisce personali, partecipa a collettive in molte città d’Italia [Roma, Rieti, San Severino Marche, Bari...]
     A Firenze Giancarlo Caldini, dell’Accademia di Belle Arti, ne esalta le doti, ne sancisce il valore (Bolaffi, n° 15-1980).
     A Grosseto «Lo Spicciolo» gli dedica l’intera prima pagina con la riproduzione del ritratto, olio su tela, «Mariagrazia
». [...]
     «Giallo Club», periodico d'arte e cultura della capitale, a firma Volckersberg, ne tesse la spiritualità e l'importanza.
     «Il Tirreno», a firma Paolo Pisani, parla delle sue «nature morte che prendono vita dal pennello», della « Maremma, da cui attinge toni e luci creando sensazioni di particolare intensità ».
     Gian Luigi Severini ne evidenzia il «gioco sottile dei rapporti cromatici e importanza.

     Nel 2016 espone le sue opere a Rovereto in una mostra personale presso il «Centro Espositivo E. G. Armani» (già «Galleria d'Arte Dusatti») e la storica dell'arte Elisabetta Rizzioli, autrice di numerose pubblicazioni su Antonio Rosmini, ne esalta la valenza artistica.